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LETTERA APERTA A NORBERTO TURRIZIANI

 

Nella ricorrenza del 90 anniversario della morte di Norberto Turriziani, l'alunna Claudia Fiorini della classe IV D ha pensato di scrivergli una lettera aperta, che è stata invitata a leggere nell'Aula Magna del Liceo alla chiusura delle celebrazioni. Successivamente i presenti si sono recati a rendergli omaggio a Largo Turriziani dove è posta la statua che Lo raffigura.

 

Caro Norberto,

non posso certo perdere questa occasione per scambiare qualche pensiero; gli avvenimenti che ci circondano negli ultimi mesi mi danno modo di confrontare i tempi e le vicende attuali con quelle del passato.

Ho tanto letto di te e di quanto ti è successo da giovane e il mio pensiero è volato ai giovani morti per la stessa causa. I tuoi tempi erano quelli di una triste guerra: tanto lontani, tanto freddi, tanto dolorosi eppure così vicini a noi, con la stessa brutalità e la stessa violenza, con la stessa freddezza e con lo stesso dolore.

Quando la mia insegnante ci ha raccontato della tua famiglia, dei tuoi genitori, della tua morte, il mio pensiero è volato alle immagini trasmesse dalla televisione, il papà di uno dei ragazzi morti a Nassiriya, distrutto dal dolore, cercava l’immagine di suo figlio nel suo cappello poggiato sulla bara; quel papà avrebbe donato se stesso per riabbracciare un figlio vivo, per rivederlo insieme ai suoi compagni militari con la propria uniforme, così come il tuo papà ha cercato di tenere in vita il suo Norberto donando un istituto scolastico, lo stesso che io frequento e che tanti giovani prima di me hanno potuto frequentare.

Questa struttura, vecchia ormai di anni, può logorarsi sulle pareti ma non dentro perché quello che il tuo papà ha voluto donare è un rinnovamento continuo, qualcosa che non può morire, qualcosa che negli anni continua a rimanere giovane come il suo Norberto.

La nostra giovane età non ci permette di analizzare troppo a fondo eppure mi rimane impresso nella mente quando, per la prima volta, mentre mi trovavo affacciata dalla finestra della mia camera con davanti questo grande e vecchio palazzo dedicato a Norberto Turriziani, mia madre mi ha fatto notare che quello non era un palazzo o una struttura vuota e fredda come tante, ma una giovane donazione di un papà distrutto dal dolore, un papà che ha dovuto seppellire il proprio figlio.

Forse, Norberto, il nostro studio, la continua frequenza continuano a tenere in vita il tuo sacrificio. Ciao        

                                                                                                                      Claudia